Ogni anno, a Capodanno, mi accorgo di pensare più o meno la stessa cosa.
Chiediamo al nuovo anno di essere diverso, di portarci qualcosa in più, qualcosa di meglio.

Eppure, a ben vedere, il nuovo anno non è affatto nuovo.
È sempre lo stesso sole, la stessa terra.
Ci saranno di nuovo la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno.
Succederanno cose molto simili a quelle già vissute, e spesso reagiremo come abbiamo sempre fatto.

E se invece di chiedere qualcosa al tempo che arriva, lo chiedessimo a noi stessi?

Da domani mi capiteranno probabilmente le stesse cose degli anni passati.
Farò errori già fatti, riceverò risposte già sentite, discuterò con le stesse persone.
Ma forse posso provare a essere io un po’ diverso.
A reagire diversamente.
A pensare diversamente.

Non è un augurio al nuovo anno.
È, semmai, un impegno personale:
provare a cambiare lo sguardo, più che le circostanze.

Buon anno.

Nota: questo testo riprende e rielabora un pensiero scritto all’inizio del 2018.