Con la “Praga” stiamo entrando nelle ultime grandi sinfonie di Mozart, quelle che cominciano ad essere davvero difficili e che aumentano la posta in gioco per la nostra challenge. La giornata ci ha infatti messo alla prova!

La prova è stata intensa fin dall’inizio. L’organico non era ideale: pochi violini rispetto al resto degli archi, una sola tromba, un solo contrabbasso. Però gli archi presenti hanno reagito bene, con attenzione e disponibilità, e questo ha aiutato a mantenere una certa stabilità.

 

I problemi più evidenti sono arrivati dai fiati, soprattutto nel secondo movimento. Siamo rimasti a lungo su alcune note tenute dell’Andante per cercare un’intonazione più stabile. Non è stato possibile risolvere completamente, ma a un certo punto bisogna accettare il limite del tempo e andare avanti.

 

Una cosa che mi ha colpito è stata l’attenzione del pubblico durante la prova. Non solo presenza, ma ascolto vero, concentrato, anche nei momenti più faticosi del lavoro. Alla fine sono arrivati degli applausi, e mi è sembrato un segnale molto chiaro.

 

Il concerto è andato nel complesso bene. L’inizio del primo movimento ha avuto qualche incertezza, probabilmente anche per la stanchezza accumulata durante il pomeriggio, ma nel corso dell'esecuzione l'energia è andata via via aumentando. Il secondo movimento ha trovato un suo equilibrio e mi è sembrato riuscito nelle idee musicali e nell'espressività. Nel finale si è sentita un po’ di fatica all’inizio, poi la situazione si è assestata strada facendo.

 

I fiati sono rimasti il punto più delicato anche in concerto: qualche attacco non perfetto, qualche problema di intonazione. Nulla di grave, ma abbastanza da incidere in alcuni passaggi.

 

Abbiamo rifatto il finale come bis, senza ritornelli, e si è sentita la differenza: un poco più veloce (il giusto..!), più energia e caratterizzazione drammatica e giocosa allo stesso tempo!

 

Al di là di tutto, sono emerse idee musicali precise. Non sempre realizzate fino in fondo, ma presenti. E questo, per me, è il punto più importante.

 

La “Praga” è una sinfonia difficile. E in un contesto come questo, con una sola prova, lo è ancora di più. Fa parte del gioco.