diario del direttore
Dall’idea all’insieme
La prima prova d’insieme è un passaggio delicato: con un organico ancora parziale, il lavoro inizia a confrontarsi con il suono reale e con le prime scelte condivise.
Il 27 dicembre abbiamo affrontato la prima prova d’insieme del Concerto d’Inverno del 5 gennaio con l’Orchestra ICNT.
L’organico era ancora ridotto: un flauto, un clarinetto, una tromba, tre primi e quattro secondi violini, due viole e tre violoncelli. È una situazione frequente in questa fase del lavoro: l’orchestra cresce prova dopo prova, e solo verso le ultime prove si arriva all’organico completo.
Abbiamo iniziato da Prokof’ev, che è certamente il brano più impegnativo del programma, anche se relativamente breve. Dal lavoro sezionale siamo passati all’insieme, affrontando subito questioni di ritmo, intonazione e, ancora una volta, di arcate. Le indicazioni di Prokof’ev, a prima vista, possono sembrare persino assurde; lavorandoci, però, abbiamo scoperto come producano effetti sonori particolari e sorprendenti, che danno senso a quelle scelte.
Siamo poi passati a Mendelssohn, meno impegnativo dal punto di vista tecnico, ma comunque difficile da affrontare senza l’intero organico e senza la solista. Anche qui il lavoro è stato soprattutto di assestamento e di ascolto reciproco.
Infine Schubert, il brano più breve e meno complesso del programma, in cui hanno cominciato a emergere con maggiore chiarezza il carattere brillante e scherzoso e il giusto fraseggio.
È un lavoro ancora in divenire, fatto di aggiustamenti progressivi e di scelte che maturano con il crescere dell’organico e del tempo condiviso.